Un viaggio nel Servizio per la fragilità di Cento

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Lo scorso lunedì 2 ottobre presso la Sala Zarri a Cento si è svolto il convegno “Viaggio nella fragilità. Il Servizio per l’Integrazione Socio Sanitaria si racconta”, organizzato da Comune di Cento, Azienda USL di Ferrara e dalle cooperative Camelot, CIDAS e Open Group.

Dopo i saluti di Grazia Borgatti, assessore ai Servizi Sociali del Comune di Cento, l’evento ha fatto il punto sui tre anni di attività del Servizio per l’Integrazione Socio Sanitaria del Comune di Cento, gestito dagli operatori sociali delle cooperative Camelot, CIDAS e Open Group, nato nel settembre 2014 per offrire sostegno a domicilio e supporto psicologico alla popolazione fragile dei territori del Distretto Ovest della provincia di Ferrara, composta prevalentemente da anziani, persone senza legami relazionali o parentali e caregiver.

Di fronte ad un nutrito pubblico composto in larga parte da operatori del settore socio sanitario, è stato descritto il percorso che ha portato all’attuale offerta e strutturazione del Servizio, frutto di un’approfondita analisi di ricerca-azione, che ha previsto una mappatura del territorio per evidenziare le buone prassi e la successiva individuazione delle necessità dell’utenza, coinvolta attivamente nello studio attraverso due focus group e 16 interviste agli stakeholder.

All’incontro sono intervenute le referenti del Servizio che hanno illustrato i dati dell’attività e le iniziative realizzate.
Ilaria Bovina educatrice professionale e referente del Servizio per Camelot, ha approfondito il percorso di ricerca-azione, il ruolo dell’educatore e i progetti intergenarzionali “Work In Progress”, svolto nel 2016 e 2017, e “Prospettive a Confronto” svolto nel 2015 e 2016, per stimolare l’interazione tra diverse fasce d’età, giovani e anziani.
Alice Bragagni psicologa e psicoterapeuta di Open Group, ha relazionato sull’azione di supporto psicologico offerta agli utenti del Servizio e sull’esperienza del gruppo di supporto per le Assistenti Familiari.
Giovanna Tinari coordinatrice dell’Area Sostegno al Domicilio di CIDAS, ha approfondito il tema del sostegno a domicilio e il progetto “Cantare è vivere”.

Per quanto riguarda il sostegno a domicilio, da settembre 2014 a giugno 2017 gli utenti assistiti a domicilio sono stati 115: 66 donne e 49 uomini. La maggior parte, 45 persone, nella fascia di età tra i 75 e gli 84 anni. Le persone attualmente seguite sono 69. Le attività ricreative e di supporto rivolte a queste persone sono state 1102, le attività di gruppo sono state 169, le spese per generi alimentari o farmaci sono state 807, i trasporti per visite o esami sono stati 705, i supporti per sbrigare pratiche amministrative sono stati 270.

Per quanto riguarda il sostegno psicologico, da settembre 2014 a giugno 2017, gli utenti sono stati 98, 74 donne e 24 uomini, di cui 53 persone fragili e 45 caregiver. Gli utenti attualmente in carico al Servizio sono 32. Il totale delle prestazioni offerte è stato di 1170.

Il convegno ha voluto essere un viaggio tra conoscenza e racconto arricchito dai contributi sul concetto di fragilità di Franco Romagnoni, direttore delle Attività Socio Sanitarie dell’Azienda USL di Ferrara e sulla prospettiva regionale di Maria Augusta Nicoli dell’Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale dell’Emilia – Romagna.
Gli interventi sono stati moderati da Elias Becciu, responsabile del Settore Socio Sanitario della Cooperativa Camelot.

Durante la conferenza, ampio spazio è stato lasciato alle testimonianze dei protagonisti del Servizio: utenti, volontari ed associazioni. Tante sono state le voci che si sono susseguite: dall’Associazione Malattia Alzheimer Ferrara al Gruppo Scout Agesci di Cento, passando per i fotografi di Officina Controluce, il Circolo Amici del Museo di Renazzo, fino alle storie di anziani e familiari.

Dal convegno è emersa la volontà di proseguire nello sviluppo di azioni – come per esempio il progetto Piani Alternativi, per un nuovo target di fragilità individuato nei giovani tra i 18 e i 30 anni che hanno delle difficoltà nella sfera della comunicazione e della relazione – che si pongono in un’ottica di prevenzione ed integrazione con il territorio.