Un Servizio contro l’isolamento

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Nell’articolo di Beatrice Barberini pubblicato il 08/08/2017 su La Nuova Ferrara i dati del report del Servizio per l’Integrazione Socio Sanitaria di Cento: le persone seguite sono 117.

CENTO «Dal 2014 in campo, per contrastare l’isolamento di persone anziane, disabili e in condizioni di fragilità. E ora un nuovo progetto rivolto ai giovani».
Sono le aree d’intervento di cui si occupa il Servizio per l’Integrazione Socio Sanitaria, voluto da Comuni e Ausl, promosso e coordinato dal Comune di Cento e gestito dalle cooperative sociali Camelot, Cidas e Open Group.

A tracciare il report delle proposte inserite nell’appalto dei servizi sociali polifunzionali del Comune di Cento, è l’assessore ai servizi alla persona Grazia Borgatti.
Il Servizio, che in origine si rivolge alla popolazione fragile, a fine giugno seguiva 117 persone residenti nei Comuni di Cento, Bondeno, Vigarano Mainarda, Poggio Renatico e Terre del Reno (Distretto Ovest).

L’équipe è composta dall’educatore professionale e referente organizzativo Ilaria Bovina (Coop Camelot), dal coordinatore area sostegno al domicilio Giovanna Tinari (Coop Cidas), dalla psicoioga psicoterapeuta per l’area supporto psicologico Alice Bragagni (Coop. Open Group) e da 4 operatori socio sanitari: Jessica Seminario, Sara Massarenti, Michele Preti, Lucia Barletta (Coop Cidas).

Avviato nel settembre 2014, un percorso di ricerca-azione che ha aperto la strada all’identificazione, alla conoscenza e al supporto dato a quelle persone che si trovano in condizione di fragilità. Il Servizio infatti fa da regia di coordinamento, nell’ambito di un sistema integrato di servizi, per l’attivazione e lo sviluppo di interventi di sostegno ai domicilio, e di supporto psicologico: «Nel primo caso, vuole dire accompagnare e supportare le persone in difficoltà per spesa/acquisto farmaci, commissioni, visite o esami sanitari, attività amministrative. Nel secondo invece si svolgono colloqui individuali e in gruppi rivolti a chi assiste le persone in difficoltà. Tutto questo per evitare che tante persone fragili rimangano sole, andando in tal modo a ridurre il rischio di non autosufficienza e promuovere azioni di inclusione attiva nel territorio.

Nato per supportare prevalentemente la popolazione anziana fragile, il Servizio ha visto negli anni un progressivo sviluppo». A riprova, i numeri. Al 30 giugno, sono 117 gli utenti che risultano essere in tutto in carico al Servizio, di cui 69 per il sostegno al domicilio e 48 per il supporto psicologico. Rivolte all’inizio quasi esclusivamente ad anziani, caregiver e persone in condizione di fragilità, le attività non solo sono state consolidate per l’utenza ‘storica’, ma anche ampliate: «Avviato a gennaio in via sperimentale un percorso rivolto a giovani, non necessariamente certificati, residenti nel Distretto Ovest che riscontrano difficoltà nella sfera della relazione e comunicazione. Il Progetto si chiama “Piani Alternativi”, laboratori che, mediante i linguaggi artistici (disegno, fotografia, musica), hanno lo scopo di creare empatia e partecipazione». Per la sua realizzazione, agli operatori del Servizio, si sono affiancati l’Officina Controluce e il Circolo Amici del Museo di Renazzo. Nell’ambito del Servizio, tante le iniziative realizzate grazie anche alla collaborazione di associazioni, e volontari come il dottor Maurizio Dinelli e Raimondo Baraldi, volti a contrastare l’isolamento sociale e riattivare la sfera relazionale. Dal laboratorio di canto corale e dialetto al percorso intergenerazionale ‘Prospettive a Confronto’ , dal laboratorio di stimolazione cognitiva al Percorso ‘Ricordando Villa Emma’, dall’Estemporanea di pittura sui territori di Cento e Bondeno fino al Cineforum.

Infine il Progetto Intergenerazionale ‘Work in Progress: ricordi di futuro’, tenuto assieme al gruppo Scout di Cento, per misurarsi con anziani e sul tema della fragilità.