Un percorso di formazione per assistenti familiari

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A Ferrara sta per concludersi il primo corso di formazione per assistenti familiari, organizzato da cooperativa Camelot in collaborazione con ASP – Azienda Servizi alla Persona di Ferrara, AUSL – Azienda Unità Sanitaria Locale di Ferrara presso la Casa della Salute – Cittadella San Rocco.

Il corso è nato dalle tante richieste giunte allo Sportello per Assistenti Familiari e Caregiver di via Ripagrande 5, promosso da ASP Ferrara e gestito da Camelot, in collaborazione con AUSL Ferrara nell’ambito delle azioni innovative finanziate dal Fondo Regionale per la Non Autosufficienza.

Lo sportello ha molteplici funzioni, la principale è quella di qualificare il lavoro delle assistenti familiari presenti sul territorio ed integrare il loro lavoro con la rete di servizi e le attività dei caregiver informali, favorendo così l’integrazione di queste persone spesso di origine straniera. Lo sportello inoltre accompagna e supporta le famiglie nella ricerca di una assistente familiare, in base alle esigenze dell’anziano o disabile non autosufficiente che necessita di assistenza a domicilio.

Le richieste più frequenti riguardano da una parte gli utenti alla ricerca di un professionista che si prenda cura di un proprio caro, e che chiedono agli operatori figure esperte, formate, nelle quali riporre fiducia.
Dall’altra gli assistenti familiari, o coloro che vogliono diventarlo, che manifestano l’interesse a qualificare la propria esperienza approfondendo le proprie competenze.

Camelot ha ritenuto di dare seguito a queste sollecitazioni organizzando, nei mesi di febbraio e marzo, un percorso in aula di otto incontri da due ore ciascuno, per fornire conoscenze su cura e assistenza in particolare in caso di assistiti affetti da malattie dementigene, approfondendo le competenze relazionali e comunicative per la gestione degli aspetti comportamentali dell’utente e dei suoi familiari, la rete di servizi con i quali ci si deve confrontare accompagnando il percorso clinico dell’assistito.

Per la trasmissione dei contenuti, sono state di volta in volta adottate le metodologie ritenute più efficaci: lezioni frontali, gruppi di confronto e laboratori.
L’equipe di formazione è composta da formatori con competenze specifiche sui temi socio sanitari trattati, un mediatore che cura il percorso di formazione e l’operatore attualmente impiegato nelle attività dello sportello.
I partecipanti sono venti, prevalentemente donne italiane, ma ci sono anche persone provenienti da Brasile, Camerun, Costa d’Avorio, Cuba, Marocco, Nigeria, Pakistan, Repubblica Dominicana e Romania. Tra questi anche uomini che si stanno avvicinando alla professione.

Nello svolgimento del percorso è stata messa in evidenza da parte dei partecipanti l’importanza di trovare un contesto di riferimento con persone formate e specializzate per favorire il confronto e la condivisione delle diverse esperienze lavorative.
I formatori hanno riscontrato la grande disponibilità alla formazione, riqualificazione e all’ampliamento delle conoscenze da parte dei partecipanti, rafforzati dal desiderio di raccontare la propria esperienza ed ascoltare quella degli altri.