Studenti e giovani rifugiati assieme in un laboratorio al Fermi

Al Fermi, lo storico liceo scientifico di Bologna, un altro mondo non solo è possibile, ma è già iniziato. E’ accaduto nel momento in cui un gruppo di studenti ha chiesto al dirigente scolastico di poter fare delle attività assieme ai richiedenti asilo.

E’ così che la scuola è entrata in contatto con Camelot che nel capoluogo felsineo gestisce l’accoglienza dei richiedenti asilo minori non accompagnati.
La nostra cooperativa ha accettato con entusiasmo l’invito a progettare assieme dei laboratori che potessero avvicinare adolescenti della stessa età, ma con storie diverse alle spalle.
E’ stato così concepito un ciclo di 8 incontri, da dicembre 2015 a febbraio 2016, il cui obiettivo è quello di attivare percorsi di inserimento sociale e di formazione tra pari, volti a favorire la creazione di legami di affinità e di solidarietà, tra giovani di nazionalità diverse.

“Attraverso le attività educative proposte – ha spiegato Antonella Ciccarelli, operatrice Camelot – vogliamo stimolare negli adolescenti coinvolti una lettura consapevole delle sensazioni, dei sentimenti, delle emozioni che provano nella relazione con l’altro, e una loro rielaborazione, in modo che possano affrontare la paura del giudizio degli altri, rinunciare all’autocensura e liberarsi da condizionamenti sociali che si possono interiorizzare nei processi di socializzazione”.

Gli studenti coinvolti sono 25 da 10 classi (terze, quarte e quinte).
I beneficiari Sprar coinvolti saranno circa 30, provenienti nello specifico dai gruppi appartamento di Casa Cignani, Casa Vizzani, Casa Massarenti, dallo Sguincio, dalla comunità per minori Villaggio del fanciullo, da quella Mercurio/Nettuno.

Il progetto è gestito dal Liceo Fermi e dal Comune di Bologna, in collaborazione con Camelot, che coordiana le attività assieme a Consorzio Gruppo Ceis, Csapsa 2 – Servizi educativi minori e giovani adulti.

Il 4 e l’11 dicembre si sono svolti due incontri formativi propedeutici.
Nel primo, dal titolo “Chi sono i minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo?” un consulente legale del progetto Sprar msna e un ex beneficiario del progetto Sprar msna di Bologna hanno portato la loro testimonianza.
Nel secondo, “La gestione dell’accoglienza: il progetto SPRAR minori”, un operatore Sprar si è soffermato sulle attività create per i ragazzi, e un rifugiato ivoriano ex beneficiario Sprar adulti di Ferrara ha raccontato il suo percorso migratorio.

“Il progetto – ha aggiunto Ciccarelli – vuole dare la possibilità a dei ragazzi adolescenti di mettersi in relazione sulla base di attività culturali e sportive volte a favorire un approccio inclusivo, creativo e socializzante.”

Il 18 dicembre c’è stato il primo degli incontri laboratoriali tra pari, che si terranno ogni venerdì dalle 14,30 alle 16,30.

Il primo laboratorio è chiamato “Faccia a faccia” e vuole insegnare a narrare sé stessi e gli altri senza pregiudizi.
Gli studenti attorno ad un tavolo, con un sottofondi musicale, hanno ritratto sé stessi.
Nel prossimo incontro verranno messi in coppia con un richiedente asilo e dovranno ritrarlo. Prima si fa una lettura di sé stessi, poi ci si mette a confronto con la lettura che gli altri hanno di noi. Ovvero: prima di esprimere giudizi sugli altri, guardiamo a noi.

Nel secondo laboratorio ci saranno attività sportive e giochi di squadra per imparare a rispettare le regole del gioco e i compagni, divertirsi insieme e sentirsi parte di un gruppo.

Nel terzo laboratorio si imparerà a costruire strumenti musicali attraverso il riuso di materiali di scarto e si attiverà uno scambio di competenze musicali.

“Questo percorso mi sembra davvero significativo e importante. Credo vada moltiplicato in altre situazioni, una volta sperimentato”. Ha afferamto Amelia Frascaroli, Assessore ai Servizi Sociali di Bologna.

“Avevamo bisogno di contribuire e renderci disponibili a fronte delle difficoltà di inclusione sociale che la gran parte dei msna riscontrano sul territorio. Inoltre questo progetto sarà un’importante occasione di arricchimento personale per tutti noi”. Ha detto Francesco Ferretti, rappresentante del Liceo Fermi.

“Sono felice di poter conoscere e frequentare ragazzi italiani della mia età”. Ha concluso Masanneh, beneficiario msna Sprar di Bologna. Un pensiero solo apparentemente banale per chi ha vissuto la sua storia.