Mediazione Sociale

L’area Mediazione Sociale realizza progetti di mediazione dei conflitti, sviluppo di comunità e sostegno alle persone fragili.

La Cooperativa ha 10 anni di esperienza nella gestione di progetti di mediazione sociale, che conduce tramite un costante lavoro di rete con cittadini, associazioni ed enti pubblici.
La nostra finalità è quella di incentivare la coesione e le relazioni positive, stimolando l’inclusione e la partecipazione delle comunità alla vita del territorio, per migliorare la vivibilità dei luoghi e l’inserimento sociale delle persone, tramite collaudate tecniche d’intervento.

Grazie a uno staff di professionisti esperti e motivati, Camelot gestisce inoltre diversi progetti di socializzazione, accompagnamento diurno e sostegno verso persone con fragilitàdisabilità cognitiva malattie degenerative.

 

CENTRI DI MEDIAZIONE SOCIALE

La Cooperativa gestisce i Centri di Mediazione Sociale del Comune di Ferrara e del Comune di Cento, con l’obiettivo di affrontare i conflitti urbani, prendendosi cura dei quartieri e delle aree più difficili, tramite il lavoro di strada e costruendo reti di collaborazioni con abitanti, associazioni, esercenti e Forze dell’Ordine.
I mediatori sociali promuovono la vivibilità dei luoghi, la cultura della convivenza e la sicurezza del vivere insieme, grazie a strumenti d’intervento professionali: ricerca sociale, mediazione dei conflitti, laboratori di partecipazione e coinvolgimento, progettazione dal basso, portierato sociale.

Rientrano tra le nostre competenze anche la gestione di centri aggregativi, l’organizzazione di iniziative di scambio, animazione, promozione della legalità e del senso civico.

SVILUPPO DI COMUNITA’

La Cooperativa realizza progetti per stimolare il protagonismo attivo delle persone residenti nei territori con problemi di abbandono o isolamento, facendo emergere le capacità di ciascuno e supportando la nascita di nuove organizzazioni di cittadini capaci di rilanciare la vitalità sociale ed economica. Promuoviamo la nascita di reti di sostegno tra gli abitanti e nuove modalità di utilizzo degli spazi, fino alla creazione di imprese sociali dal basso, senza mai dimenticare che la qualità dei luoghi dipende dalla qualità delle relazioni umane.