Presentato il progetto COMUNIC(A)ZIONE, per far incontrare residenti e stranieri

Incontri con gli stranieri, colloqui personalizzati per stimolare l’integrazione e la conoscenza della lingua e del territorio, stimolo alla nascita di legami con gli abitanti. La mediazione sociale affianca il lavoro delle forze dell’ordine per creare sicurezza nel quartiere Giardino.

Il 24 febbraio è stato pesentato in conferenza stampa il progetto COMUNIC(A)ZIONE, promosso dal Centro di Mediazione del Comune di Ferrara gestito dalla cooperativa sociale Camelot, in collaborazione con ANOLF Ferrara (l’Associazione Nazionale Oltre Le Frontiere della Cisl), CPIA (Centro Provinciale Istruzione Adulti) e Regione Emilia – Romagna.

La zona stazione, come riportato in conferenza dall’assessore ai Servizi alla Persona Chiara Sapigni, risente di problemi relativi alla sicurezza urbana, come degrado e spaccio, che allarmano i residenti.

“Tutti hanno diritto di sentirsi al sicuro nel luogo in cui vivono: questa è la finalità del progetto”, ha affermato Anna Lugaresi del Centro di Mediazione, che recentemente, per svolgere un lavoro più capillare, è presente in due sedi: al grattacielo e in piazza Castellina.

“La sicurezza urbana viene garantita da una parte dalle Forze dell’Ordine, per quello che riguarda il controllo e repressione della criminalità, dall’altra dall’amministrazione comunale, per quello che riguarda la riqualificazione e la rigenezarione”, ha spiegato Aldo Modoensi, assessore alla Sicurezza Urbana.
“Non servono le ruspe, ma occorre il lavoro sotterraneo che il Centro di Mediazione svolge quotidianamente, con un approccio dinamico ai problemi, che permette di adeguare i servizi alle mutevoli necessità degli abitanti”, ha aggiunto Modonesi.

Infatti COMUNIC(A)ZIONE nasce proprio dai sopralluoghi che gli operatori del Centro svolgono periodicamente, nei parchi della zona Stazione (in particolare l’area verde di via Nazario Sauro), frequentati abitualmente da ragazzi di origine nigeriana.
Questo lavoro di strada, ha permesso di entrare in contatto diretto con alcuni di questi ragazzi, creare relazioni di reciproca conoscenza e impostare un progetto articolato in una serie di passi.

Il primo passo, ad ottobre 2015, è stato dunque il contatto basilare con gli interlocutori.

Il secondo passo, nel novembre 2015, è stato la conoscenza: attraverso quattro giornate di colloqui informati personalizzati in cui i mediatori hanno cercato di approfondire dati anagrafici, provenienza, docuementi, livello di italiano e competenze lavorative.

Il terzo passo è stata l’analisi dei bisogni, che ha evidenziato la scarsa conoscenza della lingua italiana e dei servizi del territorio.

Il quarto passo, in gennaio, sono state delle conversazioni informali, che hanno visto coinvolti anche gli abitanti, per favorire la nascita di nuovi legami ed allentare le tensioni.
La conversazione di tipo informale, sotto la supervisione didattica degli insegnanti del CPIA, è stata scelta tra le diverse modalità di incontro come strumento di consolidamento e miglioramento della lingua italiana. Durante questi incontri i ragazzi, lasciati liberi di esprimersi nei racconti e di prendere confidenza con la lingua, stimolati dagli operatori e dai volontari, hanno interagito su tematiche differenti, mirate ad una conoscenza più approfondita del loro tessuto sociale, passato e presente, ed alla creazione di legami di “fiducia” con le persone che vivono sul territorio.

Il quinto e ultimo passo, sono gli incontri di orientamento ai servizi del territorio, cioè ai servizi pubblici (Informagiovani, CSII, centri di formazione professionale) e del privato sociale (Associazione Viale K, Caritas, e altri), per far loro cogliere le occasioni e le possibilità esistenti, spesso da loro non conosciute.

Un aspetto importante del prgetto, è la possibilità data, a chiunque voglia e viva sul territorio, di partecipare in prima persona alle conversazioni. Si stanno già coinvolgendo i residenti e le associazioni di italiani e stranieri, così facendo, oltre che permettere a tutti i soggetti coinvolti di approfondire, in maniera non forzata, la conoscenza delle persone che vivono nel quartiere, si tenta di diminuire il cosiddetto gap intergenerazionale e culturale tra i soggetti in questione, fornendo anche informazioni, indicazioni e stimoli utili ad avviare percorsi di reinserimento sociale.

Il progetto COMUNIC(A)ZIONE è dunque un’importante integrazione del fondamentale lavoro di controllo e repressione svolto dalle Forze dell’Ordine e si colloca nell’ambito delle strategie per promuovere un ordinato svolgimento della vita civile nei contesti urbani al fine di curare la qualità della vita nelle comunità, migliorando le condizioni di vivibilità dei luoghi, la convivenza civile e la coesione sociale.

Per info:
Centro di Mediazione – Progetto “Ferrara Città Solidale e Sicura”
Viale Cavour 177- 179 (Grattacielo) e Piazzale Castellina – angolo via Nazario Sauro (Casa della Protezione Civile)
Tel.: 0532/770504
Email: centro.mediazione@comune.fe.it