Presentati i dati sull’immigrazione in Italia e a Ferrara

Lunedì 11 aprile nella Sala del Consiglio del Comune di Portomaggiore sono stati presentati il Dossier Statistico Nazionale sull’Immigrazione (IDOS) e il Rapporto dell’Osservatorio Provinciale sull’Immigrazione
L’evento, parte del programma della XII Settimana d’azione contro il razzismo, è stato promosso e organizzato dal Comune di Ferrara insieme al Comune di Portomaggiore e dal CSII (Centro Servizi Integrati per l’Immigrazione), un servizio che coinvolge tutti i ventiquattro Comuni del territorio provinciale.

Dopo i saluti di Nicola Minarelli, sindaco di Portomaggiore, il comune della provincia di Ferrara con la maggior percentuale di popolazione straniera in rapporto alla popolazione residente (1719 cittadini stranieri su 12094, pari a 14,21%), e di quelli del prefetto Michele Tortora, è stato lasciato lo spazio agli interventi moderati da Federico Tsucalas, coordinatore del Centro Servizi Integrati per l’Immigrazione della provincia di Ferrara e volti ad approfondire il fenomeno migratorio nazionale e locale.

Luca di Sciullo, ha riportato i dati del Dossier Statistico Nazionale sull’Immigrazione 2015 realizzato dal Centro Studi e Ricerche IDOS: negli ultimi tre anni si è assistito a una diversificazione delle tipologie di migranti. Il flusso di persone che venivano in Italia soprattutto per cercare lavoro, ha conosciuto una grande frenata, anche per effetto delle politiche nazionali che hanno chiuso il canale di ingresso dei migranti economici. Questo non significa però che la pressione migratoria sia diminuita, perché contestualmente sono aumentati i richiedenti asilo e i rifugiati.
Gli stranieri in Italia sono l’8% della popolazione e producono una ricchezza pari al 9% del PIL. Versano in media 7-8 miliardi di contributi all’anno, ma non riuscendo a maturare tutti il diritto alla pensione, l’Inps ha stimato che abbiano lasciato nelle casse previdenziali oltre 3 miliardi di euro.
Più del 9% della popolazione scolastica è straniera, sono in aumento i matrimoni misti, e più del 10% degli occupati sono stranieri, anche se sono loro che maggiormente hanno risentito della crisi.

Nel 2014 sono sbarcate in Italia 170 mila persone, più della somma dei 4 anni precedenti.
Le richieste di asilo sono state 64 625, prevalentemente da persone dell’Africa Subsahariana, a seguire Asia e Ucraina.
Un dato preoccupante è il forte aumento delle adolescenti nigeriane arrivate in Italia e destinate alla prostituzione: 433 nel 2013 e oltre 5600 nel 2015.

Una statistica interessante è che nel 2014, gli italiani residenti all’estero sono aumentati più degli stranieri residenti in Italia.
Secondo una stima riportata nel Dossier, le entrate fiscali e previdenziali ricollegabili ai lavoratori migranti sono state, nel 2013, pari a 16,6 miliardi di euro, mentre il totale delle uscite sostenute nei loro confronti è stato 13,5 miliardi con un saldo positivo di 3,1 miliardi.

Passando al livello locale, Cristiano Guagliata del Comune di Ferrara ed Elisa Bratti del Centro Servizi Integrati per l’Immigrazione, hanno riportato i dati provinciali ferraresi.
Nel 2014 la presenza di cittadini di origine straniera residenti in provincia di Ferrara ha registrato un lieve aumento rispetto al 2013, ma, se si osserva il fenomeno nel suo trend decennale, si assiste ad una diminuzione e ad un rallentamento.

Nel complesso, i residenti stranieri in provincia di Ferrara sono 30.300, pari all’8,5% dell’intera popolazione residente. Gli uomini sono 13.160 e le donne 17.140.
Il territorio con la media più alta è il Distretto Centro-Nord con un 49,47% di incidenza della popolazione straniera sull’intera popolazione straniera seguito dal Distretti Ovest con il 25,84% e dal Distretto Sud-Est con il 24,69%.

Per quanto riguarda i paesi di provenienza, i primi dieci sono: Romani, Marocco, Ucraina, Pakistan, Albania, Moldova, Cina, Nigeria, Tunisia, Polonia.
Aumentano rumeni, ucraini, pachistani e nigeriani. Diminuiscono invece i residenti marocchini, albanesi, moldavi e tunisini.

L’analisi delle imprese mette in luce un dato positivo rispetto alla presenza di attività di lavoro autonomo che coinvolga come titolari, amministratori, soci o altre cariche cittadini extracomunitari e cittadini rumeni o bulgari. Le attività di cui i titolari sono cittadini extracomunitari risultano 1.721, quelle con amministratori extracomunitari 576, con soci extracomunitari 183 e con cittadini extracomunitari che ricoprono altre cariche 30.
I settori trainanti sono il commercio e le costruzioni, seguiti dal settore alberghiero e della ristorazione. Gli aumenti percentuali più consistenti si registrano però nel noleggio ed agenzie di viaggi (+17,81%) e nelle attività manifatturiere (+6,19%).
Tra i titolari di impresa non comunitari si registra una forte incidenza di cittadini cinesi (426), marocchini (377), albanesi (279) e pakistani (214). Tra i cittadini comunitari, i cittadini rumeni titolari di impresa sono 345.
Per quanto riguarda invece il lavoro dipendente, si registra una lieve diminuzione dei lavoratori stranieri (comunitari ed extracomunitari) occupati passando dai 13.534 del 2013 ai 13.146 del 2014.
Analizzando i dati degli occupati per genere, il 52,2% sono donne, il 47,8% sono uomini.

Rispetto agli studenti stranieri nelle scuole ferraresi (pubbliche e private), si registra un aumento degli studenti afferenti alle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado.
Gli aumenti più significativi vengono registrati nella scuola primaria (+146) e nella scuola secondaria di secondo grado (+64).

Dall’analisi dei dati relativi all’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) della popolazione straniera residente in provincia di Ferrara si registrano 27.711 iscrizioni al SSN. Rispetto alle 10 nazionalità più presenti sul territorio, spicca che i cittadini rumeni, marocchini, ucraini, pakistani, albanesi, moldavi e nigeriani sono per la quasi totalità iscritti al SSN mentre risultano degli scostamenti negativi per i cittadini dei rimanenti 3 paesi.

Nel corso del 2014 l’Ufficio SUI – Sportello Unico per l’Immigrazione – della Prefettura ha gestito 71 pratiche relative alla conversione dei decreti flussi rispetto alle 85 del 2013. In entrambe le annualità le richieste sono state un totale di 51: nel 2014 si sono concluse positivamente 20 pratiche rispetto alle 34 concluse positivamente nel corso del 2013.
E’ stato registrato un calo delle richieste di autorizzazioni al lavoro stagionale passando da 108 richieste del 2013 a 68 nel 2014.
Anche relativamente ai ricongiungimenti familiari si riscontra una diminuzione delle richieste online presentate (- 72 rispetto al 2013) pari a 245.
I nuclei entrati in Italia nel 2014 sulla base delle richieste presentate nel corso degli anni sono stati 226; di questi, il 20,3% è di origine pachistana, il 18,1% marocchina, il 6,6% rispettivamente dalla Cina e dalla Nigeria. Gli ulteriori nuclei entrati nel corso del 2014 provengono inoltre da Ucraina, Tunisia, Moldavia, Albania, Somalia, Filippine, Camerun, Afghanistan ed Eritrea.

In base ai dati forniti dalla Questura di Ferrara, si può notare un calo importante di permessi di soggiorno per lavoro subordinato pari al 14% (-869). Diminuiscono anche i permessi di soggiorno per famiglia (-612).
Aumentano invece i permessi di soggiorno per richiesta asilo passando da 68 a 463 a seguito della gestione territoriale delle attività di accoglienza emergenziale.

L’analisi dei dati, ha portato a considerare le risposte che le amministrazioni stanno mettendo in campo, così la parola è tornata ai padroni di casa. Portomaggiore, avendo vissuto tra i primi la necessità di far fronte ad un importante flusso migratorio stabilitosi nel comune, nel marzo del 2013 ha creato la Consulta per l’Integrazione, che prevede un gruppo operativo di 8 persone tra cui il sindaco, un referente dell’ASL, un referente delle istituzioni scolastiche, uno delle forze dell’ordine e almeno due immigrati.
Come riportato dal presidente Ermano Montanari, l’obiettivo della consulta è l’integrazione tra cittadini attraverso la conoscenza dei servizi pubblici, la condivisione delle regole, e il monitoraggio delle situazioni critiche come conflitti abitativi, problemi di uso degli spazi comuni, pulizia e morosità condominiale, cura dei bimbi, disattesa degli appuntamenti ambulatoriali, insolvenza delle rette e altre questioni che rendono difficile la convivenza. Lo strumento sono gli incontri frequenti con i cittadini stranieri e non, perché il dialogo è il primo strumento utile alle soluzioni positive.

Le conclusioni dell’incontro sono state affidate a Chiara Sapigni, assessore alla Sanità, Servizi alla Persona Politiche Familiari che ha ricordato come senza la presenza di stranieri, il nostro territorio avrebbe meno servizi per i cittadini. Un esempio è dato dalla a spesa sanitaria che viene suddivisa per quota pro capite tra i residenti, e alla quale la componente straniera, mediamente giovane e attiva, contribuisce in modo importante. Ma è anche stato ribadito che a prescindere da quanta ricchezza viene restituita, chi si trova in stato di necessità va aiutato, che è il mandato della rete di servizi pubblici costruita sul territorio, e che è la sola possibilità di crescere assieme.

VIDEO – Clicca qui per vedere il video di IDOS.

Qui puoi consultare i dati del Rapporto dell’Osservatorio Immigrazione della provincia di Ferrara.

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