Piedibus: sulla strada dell’integrazione

La strada per l’integrazione è fatta di piccoli passi, ma non è necessariamente lunga. A volte misura poco meno di un chilometro. Quello che negli ultimi mesi, bambini, volontari, rifugiati e richiedenti asilo hanno percorso ogni giorno, mano nella mano, per andare da casa a scuola, e ritorno.

Il progetto sperimentale si chiama PiediBus, ed è stato attivato dal Comune di Cento (in provincia di Ferrara), in collaborazione con l’associazione VoCe, Volontari Centesi, che si occupa di trasporto di persone anziane e disabili, e con la Cooperativa Camelot, che gestisce tre case di accoglienza nell’ambito dei progetti Mare Nostrum e Sprar.
Lo scopo era fornire un servizio di accompagnamento gratuito e volontario ai bambini della scuola primaria Dante Alighieri di Cento e di quella di Renazzo, per portarli a destinazione in tutta sicurezza.

A Cento è stato sperimentato un percorso di un chilometro con cinque fermate: partenza da piazzale Bonzagni alle 8,15, e ritorno nel pomeriggio all’uscita da scuola. Sette bimbi hanno aderito all’iniziativa. Quattro volontari si sono turnati ogni giorno per accompagnarli.

“Siamo sempre arrivati puntuali e con tutto il carico”, scherza Villiam Chiarini, volontario di VoCe.
“I primi giorni, i bambini erano impauriti perché siamo neri. Poi però, superata la sorpresa, non hanno più pensato al colore della pelle. I bambini sono fantastici, ridono e scherzano di tutto”, racconta Ousmane Sene, che arriva dal Senegal.
“Ci è bastato parlare di Juventus per trovare argomenti in comune”, ride Gemechis Hussein, venuto dall’Etiopia.
“A Renazzo c’è stata ancora più adesione: avevamo undici bimbi da andare a prendere nelle quattro tappe del percorso attraverso il paese, circa settecento metri in tutto, e poi da riaccompagnare all’uscita”, prosegue Chiarini.
“I richiedenti asilo e i rifugiati – spiega Dario Gargano operatore sociale della Cooperativa Camelot – sono stati molto contenti di offrirsi volontari per il PiediBus. E’ utile per la loro integrazione sociale, in particolare nei primi sei mesi di permanenza qui, durante i quali non possono lavorare, ma solo seguire corsi di italiano”.
Ibraima Jawara, senegalese, è stato il referente del coordinamento dei turni di volontari, e si è occupato di programmare la loro rotazione. “Alla fine gli altri cambiavano, ma lui c’era sempre – ricorda Chiarini – in paese lo salutavano tutti quando passava coi bimbi, era diventato uno di Renazzo!”.
Ali Asad racconta che quando viveva in Pakistan, accompagnava a scuola i suoi fratelli. “Sono contento di aver fatto questa esperienza, mi ha fatto pensare alla mia famiglia”.

Il PiediBus è stato anche un modo per ridare una valenza positiva al cammino.
Per arrivare dal Pakistan a Cento, Ali ha attraversato, per lo più a piedi, Iran, Turchia, Grecia, Albania, Montenegro, Serbia e Ungheria. Un viaggio lungo, faticoso e pericoloso per salvarsi la vita. Ora la sua qui è solo all’inizio, e dovrà ancora fare tanta strada per ricostruirla, ma intanto, questi pochi passi da casa a scuola, sono stati un nuovo inizio.

“PiediBus è un progetto che intende valorizzare l’importanza della mobilità pedonale e sostenibile, attraverso un modo semplice di andare a scuola. Crediamo in un impegno comune di noi adulti, un impegno capace di trasmettere valori quali quelli del ben-essere e quelli della solidarietà, affinché i nostri figli crescano coltivando buone pratiche”, dice Maria Rolfini, assessore alla pubblica istruzione di Cento.
“Il prossimo anno scolastico – aggiunge Chiarini – si potrà ripetere il PiediBus se si troveranno altri adulti volontari che lo sostengono, noi da soli non riusciamo. Oltre ai rifugiati, potrebbero aiutarci anche i genitori dei bambini, per esempio”.
“Nel corso dell’estate – annuncia Rolfini – l’Assessorato alla scuola assieme alla Polizia Municipale, preparerà altri possibili percorsi per gli alunni di altre scuole del territorio. Se siete interessati a far fare questa esperienza ai vostri bambini, potete scaricare il modulo dal sito www.comune.cento.fe.it ed effettuare l’iscrizione entro al 31 luglio 2015”.