Inaugurato Il primo HUB per minori stranieri dell’ER

Lo scorso 14 aprile è stato inaugurato il primo hub di accoglienza per minori stranieri non accompagnati della Regione Emilia – Romagna. Si trova in via Siepelunga 66, in quelle che erano le ex scuole Merlani, ristrutturate e allestite dall’Asp di Bologna, e oggi ribattezzate Casa Merlani.

Il progetto, avviato il 20 marzo, ha come capofila il Comune di Bologna ed è finanziato tramite il Fondo Asilo, Migrazione, Integrazione (FAMI). Prevede l’attivazione di strutture di pronta accoglienza destinate a minori soli giunti in Italia a seguito di sbarco. Al progetto partecipano anche soggetti del terzo settore, tra cui la Cooperativa Camelot (gli altri sono le Cooperative Elios, Csapsa 2, Opengroup, Dolce), che hanno aderito ad un avviso pubblico del Ministero dell’Interno per la presentazione di progetti “per il miglioramento della capacità del territorio italiano di accogliere minori stranieri non accompagnati”.

Casa Merlani garantisce 37 posti di accoglienza per minori stranieri non accompagnati di sesso maschile. La struttura costituisce un importante presidio di elevata specializzazione per far fronte ai numerosi arrivi di minori provenienti via mare sul nostro territorio.

L’obiettivo del punto unico regionale è quello di tutelare i beneficiari del progetto dal momento della presa in carico e di procedere, dopo 60/90 giorni nel centro di prima accoglienza, verso il percorso di seconda accoglienza: all’interno del sistema SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) o presso altre strutture.

L’elemento qualificante del progetto è costituito dalla presa in carico multidisciplinare, con particolare attenzione agli elementi di vulnerabilità dovuti alla storia di vita e di immigrazione di questi ragazzi.

In collaborazione con i servizi territoriali, i ragazzi hanno a disposizione tutte le procedure di screening sanitario, la prima alfabetizzazione, i corsi di italiano, la consulenza legale e l’avvio delle procedure di ricongiungimento familiare.

La grande responsabilità degli operatori di Casa Merlani è quella di raccogliere durante un colloquio le informazioni sulla vita e sul percorso migratorio del minore, un momento molto importante perché il minore ha così l’opportunità di raccontare di sé. Se vengono riscontrate necessità particolari, il progetto prevede la collaborazione con l’”Equipe Territoriale Integrata (ETI) Minori Stranieri non accompagnati”, un’equipe formata da psicologi, neuropsichiatri infantili e referenti del progetto FAMI che si attiva e incontra il minore.

Sono coinvolte nel progetto del Comune di Bologna anche le comunità Il Ponte (10 posti disponibili per maschi) e La Ginestra (3 posti disponibili per femmine), per un totale di 50 posti complessivi.

Il 23 marzo sono stati accolti a Merlani i primi 21 ragazzi di minore età.