Il progetto Start-ER: percorsi di accoglienza per vulnerabilità psico-sanitarie

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Giovedì 04 maggio 2017 presso l’Aula Magna dell’Ospedale Maggiore di Bologna è stato presentato il progetto “Start-ER – Salute Tutela e Accoglienza per Richiedenti e Titolari di Protezione Internazionale in Emilia – Romagna”.
Si tratta del progetto che nel 2016 ha vinto, arrivando primo su scala nazionale, il bando del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) del Ministero dell’Interno, ed ha la finalità di rafforzare le competenze istituzionali e la tutela della salute dei richiedenti e titolari di protezione internazionale in condizione di vulnerabilità psico-sanitaria.

Start-ER vede come capofila l’AUSL di Bologna e come partner Cooperativa Sociale Camelot con il ruolo specifico di supporto al capofila per il coordinamento tecnico-operativo, Azienda USL Reggio Emilia, Azienda USL Parma, Azienda USL Imola, Azienda USL Piacenza, Azienda USL della Romagna, Azienda USL Modena, Azienda USL Ferrara, Consorzio di Cooperative L’Arcolaio, Dimora D’Abramo Cooperativa Sociale di Solidarietà, Persone in Movimento Cop. Soc., Lai-Momo Società Cooperativa, Associazione MondoDonna Onlus, Cooperativa Sociale Società Dolce Società Cooperativa, L’Ippogrifo Società Cooperativa Sociale, Associazione Trama di Terre, Fondazione Autonoma Caritas Diocesana di Piacenza-Bobbio, CIAC Onlus – Centro Immigrazione Asilo e Cooperazione Internazionale, Caleidos Cooperativa Sociale Onlus.

Si stima che, tra le 181.436 persone sbarcate sulle coste italiane nel 2016 – 11.800 delle quali sono arrivate nel 2016 all’Hub regionale di via Mattei a Bologna – l’incidenza di disturbi legati al disagio mentale sia rilevante.
La migrazione e le sue cause, portano infatti con sé numerosi fattori come lo sradicamento, la spersonalizzazione, la difficoltà di nuovo radicamento, la vita in comune, gli abusi, le torture e le violenze, che incidono sul benessere psicologico e contribuiscono a slatentizzare eventuali disturbi psichici pregressi.
“L’accoglienza che un popolo civile deve predisporre per un popolo in arrivo – ha affermato Angelo Fioritti, Direttore Sanitario dell’Azienda USL di Bologna – deve affrontare questi problemi in un modo responsabile. Si tratta di un problema, ma anche di un’opportunità per tutta la nostra società, per garantire la migliore salute possibile alle persone che entrano nelle nostre comunità”.

Differenziare un tipo di intervento specifico per persone portatrici di disagio psichico, può consentire una migliore gestione dell’accoglienza e facilitare la successiva integrazione delle persone nei territori che li ospitano.
Da qui è nata la volontà dell’Azienda Unità Sanitaria Locale di Bologna di impostare, assieme alle AUSL regionali e ai partner del Terzo Settore che gestiscono l’accoglienza in Emilia – Romagna, una progettazione sperimentale che permettesse, con un approccio trasversale e multidisciplinare, l’individuazione, emersione e presa in carico della vulnerabilità e l’attivazione di percorsi di screening e supporto individuale ai beneficiari sin dal momento successivo al trasferimento sul territorio regionale.
Il progetto Start – ER mira inoltre a sistematizzare una metodologia di lavoro che, partendo dall’analisi, valutazione e valorizzazione delle esperienze maturate territorialmente, diventi un modello condiviso e sostenibile sul lungo periodo, anche successivamente alla fine del progetto, prevista per marzo 2018.
Nel concreto, dal settembre 2016, quando è partito il progetto, è stata avviata l’attivazione di un’équipe di primo livello a supporto del personale sanitario già impiegato nell’Hub regionale di via Mattei e di otto équipe territoriali di secondo livello per la valutazione e presa in carico di richiedenti e titolari di protezione internazionale in condizioni di vulnerabilità psico – sanitaria a Bologna, Imola, Ferrara, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e della Romagna. Le équipe sono formate da personale sociale e sanitario delle Aziende sanitarie e del privato sociale.
Nell’arco dei diciotto mesi di svolgimento del progetto, si prevede il coinvolgimento complessivo di almeno 60 professionisti nelle équipe multidisciplinari, di cui almeno 14 operatori sanitari, almeno 16 mediatori culturali, almeno 15 operatori di supporto socio-educativo (tra i quali educatori, assistenti sociali e sociologi), 9 psicologi e 6 antropologi.
Si stima che verranno raggiunti dal progetto almeno 2000 richiedenti e titolari di protezione internazionale.
Si valuta infine che si procederà alla presa in carico di 100 minori stranieri anche non accompagnati nell’ambito psico-socio-sanitario.

Un’azione importante prevista dal progetto Start – ER è la formazione di almeno 300 operatori socio-sanitari rispetto alle tematiche relative alle vulnerabilità post-traumatiche. Quattro sono i momenti di formazione previsti: il primo è stato proprio quello del 4 maggio a Bologna sugli aspetti giuridici dell’accoglienza.

Durante la giornata formativa (qui il programma: PROGRAMMA_STARTER_28 04 17) si è anche svolta la tavola rotonda su “Come si è strutturato il progetto Start-ER nell’Area Vasta Emilia Centro”, moderata da Federico Tsucalas, responsabile del Settore Società e Diritti e vicepresidente di Camelot.

Gli incontri formativi porseguiranno il 24 maggio: l’incontro si terrà a Imola e verterà sui minori stranieri non accompagnati. Il 5 giugno a Bologna ci sarà una formazione specifica sulla diagnosi e il trattamento dei disturbi post-traumatici negli adulti. L’ultimo incontro, ancora da definire, si terrà a Ferrara e verterà sulle condizioni psicopatologiche di genere legate al fenomeno della tratta di donne straniere.

L’obiettivo complessivo è contribuire a creare una prospettiva che superi l’approccio emergenziale al fenomeno migratorio. Quello a lungo termine è di lasciare agli operatori socio – sanitari strumenti che permettano a dare continuità a questo tipo di interventi specifici e di creare un modello il più omogeneo possibile a livello regionale.

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