Giardino d’Estate: il primo festival partecipato

Oggi 10 luglio 2015 alle 17 nel parco Giordano Bruno, dietro l’Usl di via Cassoli, con un laboratorio di giocoleria, inaugura la prima edizione di Giardino d’Estate, il Festival del Quartiere Giardino, che proseguirà fino al 25 luglio, con un programma denso di attività quotidiane.

Giardino d’Estate è la prima esperienza di festival partecipato, perché nasce da una lunga progettazione che vede impegnata la Cooperativa Camelot, ente gestore del Centro di Mediazione Sociale del Comune di Ferrara. L’idea è partita giusto un anno fa, quando, durante la manifestazione Grattacielo in Centro che ogni anno si svolge nei giardini del grattacielo accanto alla stazione (quest’anno dal 30 luglio al 2 agosto), Roberto Formignani, presidente dell’Associazione Musicisti Ferrara disse: “Bello, ma secondo me possiamo pensare più in grande”. Le orecchie attente di Anna Lugaresi e Nicola Bogo del Centro di Mediazione hanno raccolto la sfida, ed assieme ad Eris Gianella, responsabile delle attività di mediazione sociale di Camelot, e a Giorgio Benini, dell’ufficio Sicurezza urbana del Comune, hanno scritto il progetto “Area stazione… e oltre” che è stato finanziato grazie ad un accordo di programma della Regione Emilia – Romagna.

Oltre la stazione c’è… il quartiere Giardino, dove da un po’ di tempo i cittadini denunciano con forza una situazione di disagio e insicurezza, in particolare nel luogo prescelto per il Festival.
Da novembre 2014 ad aprile 2015 sono stati fatti dodici incontri con i cittadini e le associazioni del territorio, dove sono state illustrate buone pratiche di aggregazione e organizzazione di eventi e sono stati dati consigli su come contribuire alla sicurezza, alla cura e alla vivibilità del proprio quartiere.

“Durante questi incontri – ricorda Eris Gianella di Camelot – si sono anche ascoltate le richieste dei cittadini che sono confluite nel programma di Giardino d’Estate. Fondamentale è stato il world café Laboratorio Giardino, del 15 aprile scorso, dove, nell’ottica di costruire “dal basso” un calendario condiviso di iniziative, abbiamo raccolto le proposte, esaminandone la fattibilità tecnica ed esplorando possibili sinergie e integrazioni”.

“Gli incontri hanno messo in moto il desiderio di partecipazione degli abitanti – aggiunge Paolo Marcolini, presidente di Arci Ferrara, coinvolta nella progettazione – hanno trasformato la segnalazione di problemi, nella loro soluzione”.

Uno dei tanti momenti di partecipazione è stato ieri, alla vigilia dell’inaugurazione, con un paeritivo offerto al vicinato interessato a sapere cosa accadrà durante il festival e ad avere rassicurazioni sull’impatto sul quartiere.

“Sono oltre venti le realtà coinvolte nel Giardino d’Estate – annuncia Anna Lugaresi del Centro di mediazione – tra le proposte emerse nei world café che sono poi entrate nel Festival, ci sono per esempio la cena di quartiere del Comitato Zona Stadio di domenica 12 alle 19, il concerto Music Gad, con i gruppi della zona, lunedì 13 alle 21, e il laboratorio “Fotografare la musica” a cura dell’associazione La Fotografia che si terrà dal 19 al 23 alle 17. E ancora le attività che ci ha proposto la neonata associazione Binario 01 che ha sede al Bender Bar della stazione”.

Fondamentale è stato anche il coinvolgimento del Consiglio delle Comunità Straniere, perché tanti sono i residenti del quartiere che provengono da altri paesi.
Per favorire l’integrazione e lo scambio culturale, il Centro Italo – Cinese propone un laboratorio di calligrafia cinese, il 12 e il 23 alle 17, e uno sull’arte del tè, il 14 alle 17. Inoltre l’associazione Nadiya, il 19 alle 17, organizza un laboratorio di balli e canti dell’Est. Il 25 alle 19 ci sarà poi la presentazione in forma di spettacolo del Consiglio delle Comunità Straniere e alle 20 la Cena dei Popoli.

“Il percorso partecipato, è stato utile anche per chi non è del quartiere – afferma Nicola Bogo – come nel caso del condominio Il Quartiere di via Foro Boario, che è venuto agli incontri per segnalare problemi di convivenza, permettendoci poi di intervenire per affrontarli assieme a loro”.

Accanto alla dimensione sociale del Festival c’è quella spettacolare e gastronomica che è stata affidata al Circolo Arci Bolognesi e al chiosco Mac Murphy, partner fondamentali per arricchire e completare la programmazione serale con eventi come le degustazioni di birre artigianali il 15 e il 21 alle 19, o i tanti concerti tra cui i Bitter Coconuts Dead Fire + Duck Juice il 17 alle 21, e i Puxa Vida il 21 alle 21.

Non mancherà il teatro con “L’irrinunciabile sogno di Cosimo Piovasco di Rondò” a cura di officina Teatrale A_Ctuar, il 19 alle 21, e lo spettacolo “Frammenti di I.N.F.E.R.N.O.” del laboratorio “Succede Qui” dell’Associazione Basso Profilo.

Poi laboratori di ogni genere, dall’uncinetto alle percussioni, per andare incontro a tutti i gusti, incontri a tema, tango, e, si spera, tante libere chiacchiere tra vicini che normalmente non si parlano.

“Non avverto il disagio che denunciano tanti miei vicini ma sono comunque molto contento di questa iniziativa che ravviva il quartiere, parteciperò con piacere”, dice Enrico, residente in via Paolo V, mentre sua figlia ha già preso possesso del palco pronto per accogliere gli spettacoli.
Un Festival di cui c’era bisogno.

Per leggere il programma con tutti gli aggiornamenti dell’ultimo minuto c’è la pagina dell’evento su Facebook: https://www.facebook.com/events/931024140269482/ o sulla pagina di Ferrara Solifale e Sicura