Camelot a Roma per aderire alla “Carta della buona accoglienza”

La cooperazione sociale ferrarese a Roma per firmare la “Carta della Buona Accoglienza”, sottoscritta da Ministero Interno, Anci e Alleanza Cooperative Sociali.

Un impegno a gestire l’accoglienza nel rispetto di legalità, diritti e doveri. Questo è la Carta per la Buona Accoglienza delle Persone Migranti, firmata da Mario Morcone, capo Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell’Interno, Matteo Biffoni, delegato all’immigrazione dell’Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) e i tre presidenti delle associazioni che compongono l’Aci (Alleanza delle Cooperative italiane) – Sociali: Giuseppe Guerini per Federsolidarietà, Paola Menetti per Legacoopsociali e Giuseppina Colosimo per Agci Solidarietà.

Alla firma della Carta, avvenuta il 18 maggio al Ministero dell’Interno, era presente anche la cooperazione ferrarese impegnata sul fronte dell’accoglienza: la presidente di Camelot Anna Baldoni, Don Domenico Bedin per la cooperativa Matteo 25 e Ruggero Villani in rappresentanza di Aci Ferrara.
Obiettivo della Carta è di convergere su un modello unico di accoglienza, che si basi sul già virtuoso Sistema di protezione gestito dai Comuni (Sprar), adottandone la trasparenza amministrativa e integrandolo con le linee guida emanate dall’Anac e dal nuovo codice degli appalti.

«La firma della Carta per la buona accoglienza – commenta Ruggero Villani – è un passo importante per affrontare un bisogno della nostra società in modo strutturale ed efficace ed uscire dalla logica dell’emergenza, garantendo totale trasparenza nella gestione del fenomeno».

«Sono stati condivisi e definiti dei punti fondamentali nei quali anche noi come gestore che da anni si occupa di accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati, ci riconosciamo pienamente – afferma Anna Baldoni – La Carta è uno strumento importante per rafforzare un modello di integrazione strutturato e monitorato all’interno del quale lavoriamo a supporto di Prefetture, Enti Locali, e associazionismo per sviluppare un impatto che sia il più positivo possibile per le comunità che accolgono».

Tra le azioni concrete su cui si impegnano i firmatari, vi è il passaggio da un’accoglienza in centri collettivi a percorsi di accoglienza in abitazione; la definizione di standard di qualità che garantiscano adeguati livelli dei servizi offerti (tra cui la presenza di personale socio-educativo qualificato); l’attenzione alle tematiche di genere e la previsione di un elenco di servizi. Tra questi, corsi di italiano per i migranti di almeno dieci ore settimanali, l’accesso alla tutela legale, l’elaborazione di una certificazione delle competenze di ciascun migrante e un investimento in formazione professionale o tirocini, nonché il coinvolgimento dei territori che accolgono i migranti, con un lavoro congiunto di Comuni e Prefetture.